“Nella piccola tenda si stava tranquilli, a fine giornata diventava sopportabile. Le ombre e i rumori scivolavano sulla tela. La gente passava senza immaginare niente. Cercavo di respirare piano. Nella mia mente si mischiavano visioni di carezze e di sabbia. Non riuscivo più a scacciarle…”
Estate, un campeggio delle Landes che guarda l’oceano, è l’ultimo giorno di vacanza – sotto un sole cocente – di Leonard un diciassettenne timido e confuso… Qui inizia il racconto a partire da un fatto notturno di cui il protagonista è testimone e complice.
La scrittura è secca, incalzante, ad alta tensione, non libera il lettore fino alla fine. Tiene sulla lama con abile capacità.
Ha il sapore del mare, di desideri tumultuosi, delle estremità oscure e assolute dell’età incerta.
Leo fa sentire i suoi gesti, i pensieri, in un’atmosfera febbrile.
Un’opera prima capace di scardinare qualsiasi fissità e dire molto sui marasmi interni di quando si è adolescenti… Leggere Caldo è come addentrarsi in un mistero estivo attendendo un temporale liberatorio che cancelli tutto.



