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Sassi

Un romanzo breve, forse un racconto lungo, anzi tre racconti che si intrecciano in uno solo e diventato una storia che non si dimentica. Non importano le definizioni. “Sassi” di Chiara Gentile, Tarka editore per la collana «Appenninica», usa una scrittura potente e incisiva, solo apparentemente semplice, per portarci nel cuore del protagonista, nella forza della natura — dagli alberi agli animali selvatici come una imprendibile lince che ha un ruolo decisivo, dalla fatica del lavoro nei boschi alle rivalità di campanile — e dei sentimenti, con la guerra e le sue terribili assurdità e lacerazioni.

Un libro «antico» per ambientazione, per pudore di mostrarsi deboli, per le storie di sopraffazione del potente di turno, per la difficile vita delle donne, per i vestiti consunti che descrive come un quadro dei macchiaioli, e contemporaneo allo stesso tempo. I silenzi ed i pensieri — «il ricordo è un tormento, il ricordo è un traditore» — scorrono assieme ai piccoli e grandi eventi della vita e si resta inchiodati alle pagine.

Poi basta uno scarto, l’apparizione sui monti di un misterioso uomo che guarda gli amici boscaioli lavorare da lontano, per imprimere un’accelerazione in quelle che altrimenti sarebbero state tre dure e normali giornate di taglio degli alberi in montagna.

Ma quello che conta non è la trama nè i tre “racconti” quasi autonomi, quanto l’amore che trasuda dalle pagine, l’attenzione ai dettagli, il non detto anche tra madre e figlio, l’attesa; la cura che la scrittrice ha messo in ogni singola parola e frase. «L’estate era già autunno e in un istante mi ritrovai come chi annega, come chi sprofonda e riemerge». Leggete “Sassi”: ne vale la pena.

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