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Non c’è un cane

Recensione a cura di Giovanni Massarutto

Leggero, scorrevole, intrigante, divertentissimo. “Non c’è un cane” di Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone è uno dei venti libri finalisti del Premio Bancarellino.

La storia è incentrata sul rapimento di un cane in un piccolo paesino di campagna e sui misteri che vi sono dietro, che porteranno l’investigatrice, Liana, a scoprire una verità sconcertante. Verità che forse Liana non avrebbe scoperto senza l’aiuto della sua vicina di casa, Zoe, una liceale di 16 anni che vive con i genitori ed il fratello minore, e non vede l’ora di avere uno scooter per poter andar via da quel noioso paese. Zoe, in parte aiutata anche da suo fratello Achille, si troverà quasi involontariamente al centro di questo mistero, ed il suo contributo sarà provvidenziale per sciogliere una trama che sembra senza spiegazione, o, per usare le parole degli autori, per trovare l’ordine giusto in cui i punti vanno collegati per arrivare alla soluzione.

Sono un estimatore di Malvaldi, non c’è un suo libro che non mi abbia divertito ed appassionato; in particolare, la serie de “I Delitti del BarLume”, di cui sono un grande fan. E anche questo libro, scritto con la moglie Samantha Bruzzone, non ha deluso le aspettative. La trama è quella di un giallo intrigante e pieno di colpi di scena; a renderla ancora più interessante la scelta degli autori di riportare via via le deduzioni di Liana e Zoe, in modo da chiarire le idee al lettore, facendolo stare al passo con le indagini e dandogli tutto il necessario per tentare di arrivare alla soluzione, che, comunque, non è affatto banale e scontata. Altro punto di forza del libro è, secondo me, il modo in cui la trama viene sviluppata dagli autori. Questo è l’elemento che mi ha fatto innamorare di tutti i libri di Malvaldi. E anche qui lo scrittore e la Bruzzone sono riusciti a scrivere, a quattro mani, in maniera eccezionale; ad ogni pagina sanno divertire il lettore, rendendo la storia molto scorrevole. L’ironia pungente è la ciliegina sulla torta di un libro ben pensato e abilmente scritto, che ha la capacità di catturare chi legge. Uno sfondo giallo per raccontare storie che vanno oltre il mistero del rapimento di un cane: le vicende, tra loro intrecciate, dei vari personaggi, tutte cariche di interesse e di significato.

Un libro in cui immergersi, in cui provare a misurare le proprie capacità investigative, un libro da vivere in ogni sua pagina, a cui appassionarsi, con cui ridere con leggerezza e divertirsi, un libro che ci permette di togliere dalla mente tutti quei brutti pensieri che spesso ce la invadono, e di essere felici.

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