C’è una donna al centro del nuovo romanzo di Riccardo Ferrazzi, Modus in rebus (Morellini, 2023): una
donna dal fascino ambiguo e sfuggente, che si ripresenta continuamente al protagonista, Vittorio Fabbri, sotto aspetti e nomi diversi. C’è anche un luogo, ed è la Spagna: una Spagna aspra e respingente, tra Salamanca e Madrid.
Vittorio Fabbri è milanese, lavora per una multinazionale e per ragioni di lavoro deve recarsi spesso in
Spagna. A Salamanca, città di pietra gialla, grigia e rosa, fortezza che si erge solitaria nella desolata meseta, Vittorio fa amicizia con un gruppo di studenti, conosce l’affascinante Maite, si ritrova coinvolto in un misterioso delitto.
Costretto a lasciare la città, ci ritorna dopo vent’anni, alla ricerca di un clima, di
un’atmosfera, degli amici di un tempo e della donna che forse ha amato e che forse lo amava. Le
vicissitudini della vita lo portano a cambiare più volte città e mestiere, a trovarsi invischiato in altri crimini, a incontrare altre donne – o forse sempre la stessa.
Modus in rebus è un noir inquietante, la cronaca di un amore sognato più che vissuto, la vicenda di un
uomo che insegue il senso della sua vita tra la Spagna e l’Italia. Con una scrittura elegante e suggestiva, Ferrazzi riesce a farci percepire il paesaggio, l’ambiente, gli stati d’animo del protagonista, del quale finiamo per condividere il turbamento.
“Perché ho l’impressione che la mia vita stia tutta in un viaggio da Madrid a Salamanca? È un itinerario che mi fa pensare al gioco dell’oca: un percorso disseminato di stazioni, ognuna delle quali contiene un significato equivoco, misterioso. L’autostrada sale ripida fra i pinastri che punteggiano le forre argillose, dilavate dalle piogge. E rivivo la notte in cui rischiai di sprofondare nell’abisso della depressione mentre salivo le pendici della sierra sull’altro versante. Mi salvai perché andavo verso la luce, la nazionalità. Sì, forse mi salvai. Ma per ripiombare nella quotidianità. Il viaggio vero è nella direzione opposta, verso Salamanca, l’Occidente, l’enigma di un orizzonte confuso e sterminato.”



