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Leggere insieme con Puzzle Book

Leggere, si sa, allarga la vita, anzi, la moltiplica. Siamo con un libro tra le mani e sotto gli occhi; e per ogni storia diventiamo in qualche modo parte di quella storia, entriamo dentro quel tempo e quel luogo. E questo è un ottimo modo per farsi compagnia.

Ma c’è un altro modo con cui la lettura allarga la nostra vita: se condividiamo ciò che si legge questa attività così individuale sventa il pericolo di farsi solitaria, e anzi, si fa motore di relazioni, innesco di socialità – quasi sempre una magnifica socialità, intelligente, garbata, disinteressata.

Per questo a noi di Mompracem piacciono – e parecchio i gruppi di lettura. Qualsiasi essi siano, perché ognuno deve trovare la sua ragione, il suo stile, il suo passo. Facciamo il tifo perché nascano nei contesti più improbabili e nello stesso tempo più necessari: nelle periferie, per esempio, negli ospedali, o perché no, anche sui treni dei pendolari. Ci piacerebbe tracciare la loro geografia, ci piacerebbe raccoglierli per una volta insieme – per un giorno o addirittura due giorni (ci stiamo pensando) – in modo che ognuno possa raccontare la sua esperienza.

Intanto salutiamo con gioia l’iniziativa dei nostri amici e sodali di Puzzle Book, che come noi di Mompracem si propongono prima di tutto come “una comunità che legge e ama parlare di letteratura”. Hanno appena lanciato un Book Club online con appuntamenti periodici su Google Meet e alternanza tra autori più o meno noti (il primo libro discusso insieme e è stato Il filo teso di Cosimo Mazzini)

“Un libro letto da due persone diverse non è mai lo stesso libro spiega Chiara Giordano su Puzzle Book – un testo letterario è sempre il risultato di un’interazione, di un incontro, di un processo di costruzione e ricostruzione che coinvolge (come minimo) due persone: chi scrive e chi legge. Quando leggiamo un libro, insomma, stiamo partecipando attivamente al processo creativo: per questo motivo che il «mio» Se una notte d’inverno un viaggiatore non sarà mai uguale al «tuo» Se una notte d’inverno un viaggiatore”

In attesa, ovvio, ri riprendere gli incontri in presenza: in libreria oppure nei giardini della prossima estate

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