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Quanto è faticoso ogni ritorno

Paolo Ciampi, autore versatile e sempre estremamente interessante, ci regala questa volta un autentico gioiellino: si tratta di Anatomia del ritorno, edito dalla raffinata editrice Italosvevo. Il piccolo formato, il colore e la consistenza della carta, l’eleganza della copertina e la civetteria delle pagine non tagliate già di per sé lo rendono un oggetto prezioso.

In questo volumetto Ciampi, spirito errabondo, amante dei viaggi, dei luoghi, dei libri, che a loro volta “sono viaggi”, affronta un tema intimamente connesso con quello del viaggiare: il tema del ritorno. E quale posto più idoneo per sviscerarlo che Itaca, l’isola del ritorno per antonomasia?

Paolo Ciampi si trova a Itaca in un’estate che immagino dello scorso anno, come Ulisse se ne sta seduto sulla riva, e si interroga sui diversi significati dell’andare e del venire, del partire e del ritornare, dell’attrazione invincibile del viaggio e del richiamo della casa. A sostenerlo nelle sue meditazioni i testi di numerosi autori che al viaggio e al ritorno, all’avventura e alla nostalgia hanno dedicato pagine memorabili, da Kerouac a Pessoa, da Kipling a Joyce.

Cosa prova chi, lontano, ripensa ai suoi luoghi familiari? E chi, rimasto a casa, aspetta il ritorno di qualcuno? E colui che alla fine ha fatto ritorno, si pentirà mai della sua scelta, proverà l’impulso di andarsene un’altra volta? È breve, questo libriccino, poco più di cento pagine, ma talmente denso che anziché riassumerlo alla meno peggio vorresti ricopiarlo dalla prima parola all’ultima.

Tornato dalla sua vacanza, durante la quale non ha solo meditato, ma ha anche fatto delle belle nuotate, ha mangiato gli involtini nelle foglie di vite e bevuto vino bianco di Cefalonia, seduto nella terrazza della sua casa toscana Ciampi avverte intorno a sé la presenza di tutti gli autori e i personaggi che gli hanno fatto compagnia durante l’ideazione di questo “taccuino di appunti”: sono lì con lui, Ulisse e Don Chisciotte, Jack Kerouac, Gulliver, Giasone, re Artù.

«Sembrano pescatori che vorrebbero prendere all’amo qualche nuova partenza, ma intanto attendono e non è male. Conversano insieme senza incrinare il silenzio.»

Paolo Ciampi vorrebbe mettersi a chiacchierare con loro, ma poi decide di lasciarli in pace e rientra in casa, mentre scende il buio e la giornata volge al termine.

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