Vai al contenuto

Il ’77 tra l’aula 8 e il Banana Moon

Parlare del movimento del ’77 attraverso un romanzo, anzi un noir, non è cosa facile. Molti sono i testi che anche in modo approfondito ne parlano. Se prendiamo in considerazione quanto scritto da Francesco Recami, non possiamo non citare il volume I de Gli autonomi : le storie, le lotte,le teorie.

Perchè questo riferimento? Perché Recami scrive di Firenze, di Firenze in quel periodo. Possiamo tranquillamente affermare, sicuramente senza sbagliare, che non ci fu località, grande o piccola, che non fu attraversata dall’onda anomala. Recami ci porta quindi a Firenze ed accompagnati dalle 303 pagine di L’educazione sentinentale di Eugenio Licitra (Sellerio) incontriamo non solo eventi, ma anche luoghi divenuti simbolo, come la famosa, per Firenze, Aula 8 di Lettere con le assemblee o il Banana Moon lo spazio culturale che riusciva a tenere assieme una storia infinita di dinamiche giovanili, di scelte politiche ed esistenziali; una vera e propria ventata di aria nuova, in una città, non la sola, dove le lotte studentesche, spesso portate avanti da ” studenti fuori sede”, imperversano e gli scontri tra i cosiddetti extraparlamentari di destra e di sinistra sono all’ordine del giorno alzando la tensione ed il conseguente livello di scontro.

Eugenio Licitra è proprio uno studente fuori sede, proviene da Ragusa e si iscrive alla facoltà di Filosofia, anche se con il tempo dovrà prendere atto di non capirci assolutamente niente. Coabita con altri tre studenti. Coabitazione che se esiste tutt’ora, a quei tempi assumeva connotati davvero di massa, specialmente in città connotate dalla presenza di università attrattive per migliaia di studenti, “culle del sapere “. Coabitazione che si porta dietro usi e costumi conseguenti per il vivere in comune, ad esempio la cassa comune o il dividere la cucina e l’uso del telefono.

Studenti che dividono i propri pensieri tra attrazioni affettive e la militanza politica che diviene una vera e propria gara nell’avere qualcuno che si trova sempre più a sinistra. Leggere Operai e capitale di Mario Tronti o preferire la compagnia di due ragazze calabresi? Studenti che si vivono i corridoi delle facoltà, nonostante queste abbiano sede in luoghi decisamente belli: la facoltà di Lettere e Filosofia in via Bolognese in un antico monastero. Il loro rapporto odio/amore con la città per quanto riguarda l’aspetto umano e verso il Partito Comunista per quanto riguarda l’aspetto politico, che imparano l’arte, deleteria, “del parlarsi addosso “.

Almeno tre dei quattro studenti che abitano in via IX Febbraio sono più attratti , grazie alle conoscenze di uno di loro, a truccare la Fiat 600 con le sospensioni rinforzate e l’assetto ribassato per sfidare la macchina simbolo degli anni ’70, l’Alfasud, che studiare Hegel o Sartre.

Quanto descritto si sviluppa tra un furto nel frigo, allucchettato, di casa ed una ragazza improvvisamente catapultata nell’appartamento. Fanno da sfondo, come detto all’inizio, avvenimenti, come l’omicidio di Francesco Lorusso da parte delle forze dell’ordine a Bologna e i moti conseguenti; la cacciata di Luciano Lama ,segretario della CGIL, all’università di Roma, che si riflette sugli equilibri della casa cioè nei rapporti tra i quattro coinquilini: Eugenio con le sue elucubrazioni mentali su Epicuro, l’importanza del caso e Democrito, il determinismo e come tutto questo si verifichi nella realtà; Loriano, Loris, l’esperto meccanico/truccatore/modificatore; il Saggio stalinista e studente di medicina bocciato all’esame di Anatomia Patologica; militante di Lotta Continua, iscritto ad architettura, aggredito da non si sa bene chi.

Un romanzo che ci fa respirare l’aria di quel periodo tra Taxi Driver e Antonio Gramsci; tra il seminario sul giovane Marx, Freud e Niki Lauda; tra Massimo Cacciari, Martin Scorsese, Alan Sorrenti, i Sex Pistols ecc… senza che l’uno si sovrapponga all’altro.

Questo è il contesto, questa l’aria frastagliata degli anni ’70 senza rimpianti ne esaltazioni, ma aria benefica prima che si avveleni dal divenire città/vetrina.

Condividi l'articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *