
Nel febbraio 2018, unitamente ai fotografi bosniaci Mitar Simikic e Armin Graca, la poetessa Guergana Radeva, di origine bulgare e residente in Italia dal 1992, ha ripercorso la cosiddetta rotta migrante Serbia-Croazia-Slovenia, per testimoniare la condizione in cui si trovano a vivere migliaia di persone, desiderose di sfuggire ad una vita tormentata da guerra e povertà, per dare un futuro migliore a se stessi e ai propri figli.
Un viaggio di una sola settimana e sotto un’eccezionale nevicata, raccontato e documentato da versi e foto che parlano soprattutto al cuore di chi legge e guarda.
Nel 2020 la raccolta poetica, illustrata, ha vinto la quinta edizione del concorso Letterario Un Ponte di Parole, ricevendo il voto unanime della giuria.
Le tematiche trattate sono infatti una chiara constatazione-denuncia di quanto accade nella più completa disattenzione del mondo circostante.
E’ ancora tanto difficile, insomma, realizzare quella pacifica convivenza fra popoli diversi che significherebbe la fine di ostilità e guerre fratricide nel cuore di questa nostra Europa.
A tutt’oggi sono ancora tanti gli uomini e le donne che restano intrappolati lungo le linee balcaniche, respinti alle frontiere e deportati illegalmente.
Lo sguardo addolorato di chi documenta e fotografa lo strazio e l’ingiustizia di comportamenti al limite, fa grondare di lacrime ogni verso ed ogni scatto, sottolineando lo schiaffo il pieno viso che tanta sofferenza e tanto egoismo provocano, pur in un contesto nevoso che, come manto di purezza, meriterebbe invece di contornare ben altre situazioni!
Un libro che commuove e irrita e che ci pone dinanzi ad una scelta: da che parte vogliamo stare per sperare di “restare umani” e contribuire al miglioramento di questo insanguinato presente?
Come possiamo contribuire alla costruzione della vera Pace?
Il libro: Guergana Radeva, Gelo, deComporre Edizioni



