
Sembrerebbe che la notte si debba addensare ancora di più affinché si possano scorgere alcune stelle
Abitare poeticamente il mondo. Le platrier siffleur di Christian Bobin (AnimaMundi edizioni) piccolo saggio da tasca, con testo a fronte originale in francese e la traduzione di Norina Sottocornala, capace di suggestioni profonde da tenere vicino al cuscino: un rosolio per questo tempo malato sospeso.
Il mondo è pieno di visioni che attendono degli occhi. Le presenze ci sono, ma ciò che manca sono i nostri occhi. Chi la vede questa piccola felce impigliata in un ramo spinoso? Il vento la conosce, il vento le parla.
Bobin ci invita alla contemplazione a intercettare il minuscolo, silenzioso, scorrere della vita. Sembra dirci che imparare a cogliere la bellezza è un esercizio che richiede attenzione e allenamento. La poesia è un modo di esistere: incontrare l’altro, il mare, la brezza, un sorriso, restando in ascolto del cosmo. Lui respira il mondo, ci avvicina al luogo dell’anima con la parola che cura.
Come scrive Sara Costanzo nella prefazione: Questo libro invita con coraggio ad adottare uno sguardo partecipativo, capace di riconoscere in ogni evento la trama smeraldina che innerva tutte le cose. Il dolore, la natura, un gesto, sono colmi di radianza generativa, ma per scorgerla la luce è necessario sostare negli accadimenti e nelle parole, riprendere fiducia nell’umano: Il prato è pieno di mille domande che attendono pazientemente una risposta.
Il volume è pubblicato nella collana Piccole gigantesche cose di AnimaMundi, leggendolo comprendere il valore di 75 pagine da custodire.



