Nei momenti in cui il regno dell’umano mi sembra condannato alla pesantezza, penso che dovrei volare come Perseo in un altro spazio (Italo Calvino, Lezioni americane)

Se amate Firenze o siete appassionati di viaggi – che si tratti di volare dall’altra parte del globo, di macinare chilometri con le vostre gambe o di rimanere sprofondati sul divano di casa – finirete sicuramente per imbattervi in Paolo Ciampi. È inevitabile. E una volta letto un libro di Paolo non potrete fare a meno di leggerne un altro, e poi un altro e un altro ancora. E vi troverete a leggere, e a fare, di tutto: ad esplorare gli angoli più suggestivi della sua amatissima Firenze, raccontata nello splendido Gli occhi di Firenze (Bottega Errante Edizioni) o a scarpinare allegramente assieme ad uno scanzonato e divertentissimo trio di cinquantenni per la Via degli Dei, nell’Appennino tosco-emiliano (Tre uomini a piedi, Ediciclo).
Ma potrete farvi anche un bel viaggetto in Inghilterra, a piedi lungo il Vallo di Adriano, in compagnia della fidata Marguerite Yourcenar, o andando a zonzo tra Galles e Cornovaglia sulle tracce del mito di Re Artù, ovviamente alla ricerca del Graal che è nascosto in ognuno di noi… e sempre che siate riusciti a conservare intera l’automobile che avete affittato appena oltrepassata la Manica (La strada delle legioni e In compagnia di Re Artù, entrambi per Mursia). Oppure potreste sbirciare la corrispondenza tra Paolo Ciampi e Tito Barbini, il loro pacato conversare di viaggi, di isole, di confini, di muri, di naufragi, di tragedie di ieri e di oggi… in poche parole del mondo che cambia e degli uomini che rimangono invece sempre uguali (I sogni vogliono migrare, Clichy e L’sola dalle ali di farfalla, Spartaco).
Ma potrete anche conoscere personaggi incredibili, quelli che la Storia relega nelle retrovie ma che invece, loro, la Storia l’hanno fatta, eccome. L’ambasciatore delle foreste (Arkadia), ad esempio, narra la vicenda incredibile di un diplomatico – per la precisione un “pigro indaffarato” – che dall’America arriva in Europa attratto dagli alberi e preoccupato per il loro (e il nostro) futuro, un pioniere dell’ecologia, una Greta Thunberg ante litteram…e che guarda caso è vissuto anche a Firenze, proprio lì, dietro l’angolo.
E che dire di Odoardo? Sazio di viaggiare in lungo e in largo torna inevitabilmente laddove il tanto affaticar fu volto, cioè le dolci colline toscane, per dedicarsi alla cura delle viti e alla produzione di vini, senza dimenticare le passioni di una vita (Le bottiglie di Odoardo. Storie di viaggi, sogni, vini, Betti). Altrimenti potete scegliere un libro che mescoli un po’ di tutto e gustarvi, proprio come fareste con una birra fresca, i racconti di Tra una birra e una storia (Betti). Oppure partire dall’inizio, da quegli oggetti bellissimi e sempre più rari che sono le mappe, spunto o anche punto di arrivo di molteplici viaggi, reali o anche solo sognati, progettati, desiderati (Il sogno delle mappe, Ediciclo). E questi sono solo alcuni esempi della copiosa e variegata produzione narrativa di Paolo Ciampi, tanto che a volte non si fa a tempo a finire un libro che ne ha già pubblicato un altro.
Ma che c’entra tutto questo con Calvino? C’entra eccome, perché a tenere insieme viaggi, lettere, personaggi, storie e luoghi è lei: la leggerezza, la levità della rondine che plana sui paesaggi più suggestivi per darci una lettura diversa del nostro mondo, per aprirci nuovi orizzonti su una realtà che attorno a noi, si fa – soprattutto di questi tempi – sempre più pesante.
Paolo Ciampi si legge in un attimo, ma si medita a lungo, sia perché ama, tra le molte altre cose (non da ultime il buon cibo, la buona birra, il buon vino, fonti inesauribili di ispirazione) anche la brevità, intesa come uso oculato e attento delle parole e del loro valore, sia perché cattura il lettore, lo accompagna, attraverso paesaggi incantevoli, descritti per come si presentano agli occhi del viaggiatore e per come erano nei secoli passati.
Con Paolo Ciampi, oltretutto, si viaggia sempre in compagnia: con i personaggi, descritti nella loro più profonda umanità, protagonisti dei suoi racconti o con le semplici comparse, delle quali le pietre della storia ci restituiscono solo un nome o pochi tratti. E quei personaggi diventano tuoi amici, perché Paolo Ciampi ce li presenta così: come fossero amici suoi da sempre. E sempre con estrema leggerezza, mista spesso ad una sana ironia, Paolo porta il lettore a riflettere sul grande mistero del viaggio, che sia il viaggio più estremo o che sia il viaggio nel quartiere di là dall’Arno: è sempre e comunque un viaggio lento e meditato dentro se stessi, alla ricerca del senso più profondo, e di questi tempi sempre più sfuggente, delle relazioni umane.
Gli ultimi mesi ci hanno costretti, spesso con sofferenza, a scoprire anche un altro modo di viaggiare: il viaggio sul divano, chiusi in casa, chiusi ad ogni prospettiva del lontano, dell’oltre, dello stesso domani, apparentemente prigionieri degli stessi muri che fino a poco prima ci davano sicurezza, ma tristemente prigionieri anche dei nostri tempi. Paolo Ciampi, attraverso le sue storie, ci regala uno spiraglio attraverso il quale fuggire, sempre con la leggerezza della rondine e con una gentilezza sorridente di cui c’è, come mai prima d’ora, un gran bisogno.



