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Editoria coraggiosa, le perle di Black Dog

Capita sempre più di frequente di trovare perle quasi sconosciute di letteratura popolare proposte da piccole case editrici. In questo senso sorprende il catalogo di Black Dog, realtà nata a Savona nel 2019, che propone opere inedite, scritte a cavallo tra Ottocento e Novecento, e ristampe di vecchi classici, con nuove traduzioni.

Il genere di riferimento è il fantastico, in tutte le declinazioni: horror, gotico, fantascienza, weird. Fra i primi titoli Le teste del Cerbero di Gertrude Barrows Bennet (1883-1948), prima scrittrice a raggiungere la notorietà con racconti fantasy e di fantascienza; è ritenuta fondatrice del genere dark fantasy, apprezzata anche da Lovecraft; oppure la ristampa con nuova traduzione di un classico come Il padrone del mondo di Jules Verne. 

Con grande coraggio, a marzo, ha aperto una nuova collana, Creepy (curata dallo scrittore Franco Limardi), che presenta racconti di autori statunitensi dei primi del Novecento, editi quasi solo dai Pulp Magazines. Sono arrivati in libreria due volumi: Parasite Planet di Stanley G. Weinbaum; e Poltergeist di Seabury Quinn.

Il primo contiene due titoli di una serie fantascientifica che vede protagonisti “Ham” Hammond e Patricia Burlingame (Il pianeta dei parassiti e I mangiatori di loto): la coppia terrestre è impegnata a… colonizzare Venere. È la prima volta che la fantascienza cambia punto di vista: non sono gli alieni a invadere la Terra, ma gli umani che vogliono conquistare lo spazio. 

«Il pianeta dei parassiti mi colpì con la forza di un maglio e mi trasformò immediatamente in un adoratore di Weinbaum», ha commentato uno che di fantascienza se ne intendeva, Isaac Asimov. Purtroppo l’autore scrive per meno di 18 mesi; dopo un intervento alla gola scopre di avere un cancro e muore il 14 dicembre 1935 a soli 33 anni. 

Scoprire Seabury Grandin Quinn è, forse, ancor più stupefacente (1889-1969). Firma di punta della rivista Weird Tales, ha pubblicato 143 racconti, 93 dei quali con gli stessi protagonisti, Jules de Grandin e il suo assistente dottor Trownridge. I due possono assomigliare a Holmes e Watson; o a Poirot e Hastings. Ma Jules, sufficientemente snob da sfiorare a volta l’antipatia, è uno straordinario… investigatore dell’occulto. Insieme all’amico-voce narrante, vive e si muove a Harrisonville, nello stato di New York, città infestata da fantasmi, mostri, scienziati malvagi e altri fenomeni soprannaturali. Da affrontare e sconfiggere. Con fatica, ma sempre con successo. A qualcuno viene forse in mente Dylan Dog? 

Va segnalato un unico neo, per così dire: il formato dei volumi, appena 11 centimetri per 18. Grazie alla scelta del font e del corpo la lettura è lo stesso agevole; le illustrazioni perdono però un po’ di potenza. E dire che la collana ha un valore aggiunto notevole: la copertina e appunto le illustrazioni interne sono firmate dall’incisore ravennate Enrico Rambaldi, inquietante e cupo come dev’essere chi visualizza storie “raccapriccianti”. Creepy, appunto. 

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