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Le Marche e il calcio, provincia e nostalgia

Qui Tonino Carino da Ascoli….

Nostalgia, passione, uno sguardo che va oltre i campi di gioco ed i risultati, che sfiora il mito, sì anche il calcio e le maglie ne hanno. E non poteva mancare l’indimenticabile Tonino Carino da Ascoli, uno dei personaggi che hanno segnato 90° Minuto (che ha appena compiuto 50 anni) e la Tv degli anni Settanta e Ottanta.

È più di un libro di sport, di un annuario documentato su cento anni di imprese e storie delle squadre di una regione:  Non solo un gioco. Le Marche del calcio di Andrea Pongetti (Il lavoro editoriale), riporta alla luce il football che fu, che non si vergognava di essere provinciale e la regione del centro Italia diventa palcoscenico di personaggi noti, amati, di protagonisti a lungo o per una partita.

Attraverso la promozione in serie A o serie B delle squadre di Ascoli, Ancona, Sambenedettese, le vicende dei club più piccoli, racconta i campanilismi ed i derby che facevano parte dell’identità dei ragazzi di quelle città, rimasti nel cuore di chi era sugli spalti e di chi inseguiva sogni tirando calci ad un pallone.

Facile dire che nel libro c’è tutta l’epopea di Costantino Rozzi, presidente-padrone-mente-cuore dell’Ascoli – club fondato nel 1898, con una società sportiva intitolata ad un colonnello garibaldino – che con lui e Carletto Mazzone visse la propria epoca d’oro. Che si incontrano lo jesino Roberto Mancini, talento indiscusso fin da ragazzino, esploso con il Bologna, e poi arrivato a guidare la Nazionale, e Renato Cesarini, l’oriundo marchigiano-argentino che, come Fellini, è entrato nel nostro vocabolario, con Zona Cesarini per dire di un goal decisivo all’ultimo istante, una soluzione vincente in extremis.

Ma ci sono anche i cambiamenti di uno sport diventato business e che occupa sempre più spazio anche sui giornali locali, i tanti fallimenti di società con la ripartenza in categorie inferiori, vecchi campioni che finiscono in squadre “minori”, favole calcistiche come quelle vissute in altri casi dal Catanzaro di Massimo Palanca o dal Foggia di Zeman, per non dire del Verona scudettato di Osvaldo Bagnoli, avventure come quella di Francois Zahoui, il primo calciatore africano ad approdare in Italia dopo la riapertura agli stranieri e che Rozzi teneva al minimo dello stipendio, ma anche l’anconetano Renato Zaccarelli, colonna del Torino per anni, insieme a partite diventate storiche, ci sono tante meteore, straniere e non.

Insomma c’è passione e spunti su tutto quello che ruota attorno al pallone e al tifo (nel senso buono, di fede incrollabile e condivisione), attenzione al calcio femminile compresa. Perché il calcio è, da sempre, molto più che un gioco. 

Musica: sigla di 90° Minuto (la trovate su youtube)

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