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Quanto fa bene la farmacia poetica di Franco Arminio

Nella scorta di libri – in questo tempo incerto – c’è un testo che è stato capace di conforto, portando visioni, aria e sole: La cura dello sguardo di Franco Arminio (Bompiani). 

È una matriosca, ogni pagina ne promette un’altra con un narrare capace di fiducia, di accogliere la condizione umana con le sue ferite e redenzioni, con gli amori consumati e quelli sospesi.

L’autore si mette a nudo in pagine di diario, versi, piccoli racconti, offrendo al lettore la possibilità onesta di ritrovare parti di sé. Sono qui  con tutti i fili scoperti, scrivo e vivo in bellavista, appartengo a piccole vicende, al vento e alla neve del mio paese. Sono e sarò sempre fratello degli inquieti, degli incerti…. È uno scrivere che pone domande di ostinato impegno civile che mette in moto pensieri, cuore, immagini. Vivere non è un affare privato. E se lo è ha poco senso, è come fare un cruciverba senza la penna e senza le parole….

I suoi quadri illuminano i piccoli gesti, le persone fragili, il potere dei legami, la forza di essere una comunità con radici piantate nella terra. Ci offre una farmacia poetica con rimedi per l’animo che non necessitano né di prescrizione medica né dello strizza cervelli: la gioia; gli scarti; i sogni; la medicina cosmica… Sguardi e parole che curano con la capacità di cogliere l’invisibile

I MIRACOLI. Quando nessun essere umano ti cerca accarezza un albero, bevi ad una fontana, guarda le cose che stanno nel mondo come se il tuo sguardo potesse salvarle.

Esci, cammina, ricordati che prima di morire puoi fare cose impossibili, impensate sono tornate i miracoli… e la bellezza assoluta di un narrare che incide e ristora, diventando scorta per affrontare, con speranza, l’ignoto.

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