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Al cinema con le Favolacce

Va bene Netflix, Amazon Prime, i grandi registi che fanno serie Tv, ma per me nulla supera la magia della sala di un cinematografo quando le luci si abbassano ed inizia il film.

Così sono andato al cinema subito prima e subito dopo il lockdown, in questo caso con la mascherina data che eravamo al chiuso, e adesso quando posso vado alle arene estive, superando la fatica di telefonare per prenotare il posto.

Fatelo anche voi, meglio se in compagnia, e magari andate a vedere Favolacce dei fratelli D’Innocenzo. Non è un film facile, è programmaticamante sgradevole e costruito per mettere a disagio, con genitori egoisti e irresponsabili, l’ossessione del sesso, un mondo ad ostacoli per i bambini e gli adolescenti, dove le favole appunto non hanno cittadinanza ed il silenzio conta più delle parole anche come forma di difesa.

Vale la pena vederlo anche per gli attori, ad iniziare dalla solita bravura di Elio Germano, tutti perfetti e centrati per la parte, piccoli e grandi, e la sceneggiatura fila dritta, sempre sul filo tra dramma e farsa senza mai cadere nel macchiettistico.

Uscendo mi sono chiesto se oggi sia più difficile essere genitori o essere bambini e quindi se volete un film più leggero, benissimo. L’importante dal mio punto di vista è che ogni tanto andiate in sala: non c’è solo il divano di casa, bello, comodo, non si discute, ma comunque un’altra cosa rispetto ad uscire e infilarsi in un cinematografo.

E così aiuterete pure le ultime sale a non chiudere, evitando altra desertificazione di centri e borghi.

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