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I calzini di Bernard Friot

Hai mai provato a scambiare quattro chiacchiere con un bicchiere o confidato i tuoi segreti al cuscino? Enzo sì, con grande soddisfazione per sé e per chi legge i suoi dialoghi surreali.

Tra amici, scuola e primi amori Enzo, protagonista di Storie di calzini e altri oggetti chiacchieroni, l’ultimo libro del grande Bernard Friot (edizioni II castoro, 2020 con traduzione di Davide Tolin),  vede la sua vita scorrere fra i suggerimenti degli oggetti che lo circondano. La sveglia lo rimette in forma, il cellulare gli dice le parole giuste da scrivere a Sara, la pentola gli detta ricette particolari, la casa, la tv, lo specchio… in un confronto che, oltre che spassoso, si rivela una risorsa per la sua autonomia e la sua crescita.

Punti di vista singolari che restituiscono al lettore tutta la freschezza e il divertimento dell’originale gioco impostato in perfetto stile “friottiano”.

Sì’ perché questa ultima fatica di uno degli autori per bambini e ragazzi al momento più quotati risponde a pieno alla sua poetica: “Noi pensiamo di scrivere per i bambini, ma non è così: noi scriviamo al loro posto – dice Friot –  I bambini e i ragazzi non sono ancora capaci di scrivere i loro libri. Come diceva Gianni Rodari (lo scrittore francese è traduttore di Rodari in patria n.d.r) dobbiamo essere noi adulti a scrivere per loro, con loro e al loro servizio. Questo significa che il rapporto con chi legge è basilare, perché lo scopo di un libro è mettere il lettore in attività”.

Appunto. Allora, mentre i giovani lettori si trovano a tu per tu con storie che esaltano i rapporti diretti con le cose concrete che per Friot sono gli unici che danno senso alla finzione e alimentano la curiosità, a noi adulti tornano in mente quelle volte che, da piccoli, immaginavamo che la penna o l’astuccio o l’orso di peluche ci parlassero.

Situazioni completamente dimenticate che Friot riporta a galla e rimaterializza rammentandoci che i bambini quei pensieri li hanno eccome.

Scrivendo come loro scriverebbero, si mette totalmente dalla loro parte, guarda le cose dalla loro altezza, come un autore per l’infanzia dovrebbe sempre fare.

Elena, 11 anni – Mi è piaciuto leggere questo libro perché mi sta simpatico Enzo. Non è il solito ragazzino sapientone che trovo spesso nei libri per ragazzi della mia età, ma un tipo normale, come me, e simpatico. I racconti che mi sono piaciuti di più sono stati Il pettine, La panchina e Lo specchio perché parlano della vita di tutti i giorni ma fanno ridere. Belle le ultime pagine lasciate bianche apposta per permettere a noi di scrivere una storia su un oggetto che ci è vicino.  Io saprei già su cosa. Insomma l’ho trovato un bel libro, adatto sia a chi è un po’ più piccolo di me, ma anche a chi è più grande e perfino agli adulti se hanno voglia di svagarsi un po’.

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