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L’altra Firenze raccontata da Moreno Biagioni

La drammatica vicenda della Gkn, con la chiusura di uno stabilimento e 422 lettere di licenziamento annunciati via mail, ha fatto «riscoprire» a molti la classe operaia, le lotte contro i padroni, multinazionali in questo caso, la rete di solidarietà e comunità che contraddistingue da più di un secolo buona parte della società toscana. E l’antologia L’altra Firenze a cura di Moreno Biagioni (edizioni del Grandevetro) prova a sintetizzare temi e contenuti della sinistra fiorentina, che nel secolo scorso hanno avuto a volte rilevanza nazionale, un racconto che parte dalle Sms di fine Ottocento per approdare al Social Forum Europeo del 2002.

Una sintesi necessariamente incompleta, in cui Moreno Biagioni – una lunga esperienza di impegno politico e sociale, anche sui banchi del consiglio comunale fiorentino, contrassegnato dal pacifismo e antirazzismo – usa documenti originali, testi apparsi su riviste, testimonianze dirette,  assieme a fonti letterarie come i brani di Vasco Pratolini sulla Firenze operaia e sui suoi rioni roccaforte, per disegnare una memoria spesso oscurata o dimenticata.

«Le esperienze di partecipazione e impegno sociale, dei movimenti, al centro del libro e della ricerca, quelle da me individuate perché vissute personalmente, conosciute abbastanza da vicino, “ripescate” dalla storia cosiddetta minore, hanno un andamento carsico – scrive Biagioni nella prefazione — Si riscontra che nel corso del tempo, i semi gettati nel terreno prima o poi fruttificano».

Ci sono, come era inevitabile, padre Ernesto Balducci, Enzo Mazzi e la contestazione dell’Isolotto, c’è don Lorenzo Milani, giganti come Piero Calamandrei, ma l’analisi è molto più complessa e sfaccettata del consueto, grazie alle storie operaie, ad esempio i 410 licenziamenti nel 1959 alla Galileo, a tante personalità meno note, con vicende che dal partito comunista approdano ai movimenti e alle iniziative di base.

Un libro che vuole suscitare discussioni e riflessioni, specie tra io giovani, che offre valori e contenuti da traghettare dal passato al futuro. E c’è una chicca quasi incredibile: la riproduzione di tavole di due fumetti che raccontano la Liberazione di Firenze e le imprese dei partigiani, il primo del 1946, il secondo del 1957. Una ulteriore dimostrazione di come la cultura di sinistra e alternativa abbia radici profondissime, a Firenze e non solo.

Al di là della condivisione o meno del giudizio sui semi, L’altra Firenze è una guida preziosa, «una visione di parte» che va oltre gli stereotipi della città vetrina, che vuole sottolineare — riuscendoci – il filo comune che ha unito ed unisce un sentire non omologato al potere con sensibilità diverse che vanno dal cattolicesimo di sinistra al femminismo, passando per la mobilitazione popolare dopo l’alluvione del 1966, che renderà più facile quella del ‘68 e l’arrivo in Comune di giunte di  sinistra.

“L’altra Firenze”, a cura di Moreno Biagioni, Edizioni del Grandevetro

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