
Le città hanno un’identità e vivono protese verso il cambiamento. Gli esseri umani che le abitano sono soggetti anch’essi in evoluzione che ne respirano i mutamenti e si rispecchiano in essi. Si instaura così un’empatia dialogica con gli spazi urbani che prendono la forma dell’anima e le danno al contempo forma.
In M come Milano (Bottega Errante) Marta Perego narra Milano, la sua Milano, vissuta da “migrante” della provincia che qui ha trovato la dimensione che le appartiene e che dà un senso al suo abitare. Nelle risposte che l’autrice dà a se stessa sulle motivazioni della scelta emerge il tessuto culturale e di costume dello spazio narrato. Si comprende lo spirito del luogo che gravita attorno alla parola “opportunità”.
Milano è il luogo delle opportunità, che prima di tutto dobbiamo concedere a noi stessi per entrare nel ritmo della città. Ma proprio perché la città è in divenire interroga costantemente l’interiorità di chi la sceglie. E’ uno stimolo costante di riflessione che impedisce l’immobilismo e invita alla ricerca della realizzazione personale.
Le pagine di Marta Perego sono eleganti e gentili, perché uno scavo psicologico dentro a una persona e a una città necessitano di questo stile per essere efficaci e avvolgenti. E’ un’immersione progressiva nella vita dell’autrice e del luogo che li rende entrambi sempre più familiari e comprensibili. E’ quanto di più lontano si possa leggere dalla narrazione algida di una guida. E’ quanto di più vicino alla condivisione di un pezzo di esistenza di un’amica che ha approfondito il valore passato e presente dei personaggi, delle storie, dei monumenti, delle vie che quotidianamente animano il suo vissuto milanese.



