Se sei fortunato, puoi scovare la Caletta di Isuili nel tratto del Golfo di Orosei tra Cala Sisine e Le piscine di Venere, in mezzo a tutte le mete più ambite della costa est Sarda come Cala Luna e Cala dei gabbiani o le Grotte del Bue Marino frequentatissime da barche a vela, motoscafi e gommoni.
Isuili si trova là, alla base di una delle imponenti falesie tipiche di questo golfo anch’essa vittima di frane. Piccola, stretta e bianchissima, dirimpettaia a scoglietti e a un mare che cambia colore da un punto ad un altro tra sfumature di blu cobalto, verde marino e acqua trasparente cristallina. Le barche qua non possono attraccare. È raggiungibile solo a nuoto o in canoa.
Il nostro skipper, sardo doc, ci spiega che Isuili non la trovi indicata in tutte le mappe ed è spesso erroneamente chiamata la Cala delle foche che in realtà sarebbe la Caletta accanto.
Solo gli autoctoni la conoscono come la spiaggia che non c’è perchè la sua presenza dipende dalla intensità delle mareggiate dell’inverno che talvolta spazzano via la spiaggia. Dunque un anno può esserci e l’anno dopo no come per magia.
Che nome affascinante pieno di energia, “Isuili”. Mi evoca paesaggi esotici lontani, terre immaginarie talvolta indicate e talvolta no, leggende di avvistamenti e “Mompracem” oppure “Seconda stella a destra questo è il cammino…”. L’ isola che non c’è e la spiaggia che non c’è. Bello immaginare un ritrovo dei Tigrotti di Mompracem qua davanti a Isuili.
Curiosità: nel granito e nella roccia calcarea vi sono delle incisioni naturali che creano una immaginaria casetta con le sue finestrelle.
Strada all’immaginazione…



