
Cercavo da un po’ un libro in cui racchiudere un augurio per questo anno nuovo nuovo.
E alla fine mi è apparso, sotto una pila di volumi in una piccola libreria del centro, di quelle “scrigno” come le chiamo io.
E sì che è anche bello grande, alto e imponente, per di più edito da Rizzoli. Eppure mi era sfuggito per poi ricomparire giusto in tempo per il 31 dicembre.
Il titolo: Vita. Uno spettacolo straordinario di Lisa Aisato, una delle illustratrici norvegesi più note e apprezzate del momento.
Sono un centinaio di illustrazioni, dipinti e disegni che l’autrice ha realizzato durante la sua carriera e che a un certo punto ha deciso di riunire in un unico libro accorgendosi che raccontavano tanti, svariati aspetti di una sola storia, quella della vita.
Certi giorni siamo forti e immortali, leggo aprendo a caso sotto l’immagine di una goffa ballerina che piroetta entusiasta sulla riva di un mare inondato di sole. Poi volto pagina: altri ci sentiamo annientati mi dice la scritta bianca sul fondo plumbeo di un cielo ancor più plumbeo foriero di una tromba d’aria su una riva/palude su cui giace, spiaggiata, una tipa molto simile alle me di quei momenti.
Studio bene a quel punto, incuriosita, e scopro che il libro è diviso in sei capitoli, sei diversi momenti della vita di tutti noi. Lo leggo d’un fiato.
L’infanzia, tempo di apertura e curiosità in cui le estati sono più verdi e il Natale più magico; la giovinezza con i suoi grovigli mentali, le tempeste emotive e l’impeto dell’incoscienza; la vita adulta con le decisioni da prendere, poi la vita di famiglia con il caos, il tempo che non basta mai, l’amore forte che subisce le crepe dei dubbi e poi si rinsalda, la maturità con la sua stabilità o le nuove occasioni per ricominciare, e poi la vecchiaia, in cui ci sono dolori ma anche la tanta esperienza e la grande libertà.
Un viaggio tra immagini e colori di struggente profondità. Quadri, sì, animati tutti, dal primo all’ultimo, da quel movimento trascinante che si chiama amore per la vita.
La vita che ci sorprende sempre e ha la forza di un tir a due piani. E che pagina dopo pagina ci fa ritrovare e riconoscere in tante di quelle situazioni di passione, di fatica, di bellezza, di dolore, di speranza, fino alla fine in cui si percepisce che l’ultima illustrazione non è l’ultima. Perché quel che conta è essersi sentiti amati e aver amato e questa non è una questione di pagine…
Mi pare un bell’augurio per il 2021, no?



