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Col sorriso e la tenacia, la strada di Pillo

«Laddove si resiste si vince sempre». In questa parole c’è tutto Silvano Sarti, partigiano, operaio, sindacalista, presidente dell’Anpi di Firenze, instancabile divulgatore della Resistenza e dei valori della Costituzione tra i giovani, torrenziale e diretto nel parlare e pronto ad infiammarsi. Silvano Sarti, «Pillo» nome di battaglia a cui era legatissimo, militante del Pci per decenni, è scomparso nel gennaio del 2019, a 93 anni, e ora un libro collettivo lo ricorda, raccontando l’attualità delle sue lotte per la sicurezza sul lavoro, per i diritti, per le donne, per un giusto salario.

«Silvano Sarti. Partigiano, operaio e sindacalista» (Florence art Edizioni) è stato voluto dalla Camera del Lavoro di Firenze, coinvolgendo donne e uomini che lo hanno conosciuto, con tantissime foto, testimonianze, interviste, brani dei suoi interventi, da anziano presidente dell’Anpi come da giovane e combattivo sindacalista dei calzaturieri, cui rese il futuro meno pericoloso contribuendo negli anni ‘60 alle lotte per eliminare il benzene dalle colle delle scarpe.

Pagine da cui emerge il suo orgoglio per la militanza nel partito e nel sindacato, la forza dei suoi ideali, la coerenza, la capacità di parlare coi giovani, anche se non la pensavano come lui. Un lavoro non facile – Sarti preferiva la parola agli scritti – che è anche uno spaccato di storia politica, sociale, civile, delle lotte operaie che sembravano «passate di moda» ma che la globalizzazione ha riportato sotto i riflettori.

Resistere, appunto, anche collettivamente perché nessun padrone regala niente, perché la libertà e la democrazia non sono date in eterno. Resistere con un sorriso sulle labbra, come fa dal murales che la città di Firenze gli ha dedicato,  come faceva sempre Pillo. Che ricordava come dopo l’8 settembre, da renitente alla leva da Cassino raggiunse a piedi Firenze per unirsi ai Gap e come sul cammino avesse incontrato un nazista a cavallo. Si guardarono negli occhi, sorrisero e il tedesco disse «Merda, guerra merda, nazisti merda, fascismo merda»: era un altro disertore, nessuno sparò, ognuno andò per la propria strada. E il ventenne, figlio di antifascisti, poi ne ha fatta tanta di strada.

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