
La nebbia non si dirada, devo allontanarmi dall’acqua nera. Prendo tra le braccia la pelle d’orso e m’incammino nella direzione opposta, così mi pare, alla fenditura. La foschia è così spessa che spostandomi appena potrei deviare senza accorgermene. I cani mi seguono con passo leggero…
Di pietra e osso di Bérengère Cournut (Neri Pozza) è un romanzo avventuroso in un paesaggio polare descritto finemente.
Montagne, iceberg, fiordi, animali pericolosi e spiriti in agguato. Tra i venti artici si lotta con la protagonista, si caccia e si ama insieme a lei scoprendo il dolore, l’iniziazione, le usanze delle piccole comunità nomadi. Un viaggio in un ambiente estremo, nel mondo riparato e indimenticabile del popolo inuit.
La scrittura è nitida, leggera, come il respiro di Uqsuralik l’eroina di questa storia. Tra animismo, sciamanesimo e credenze, il vagabondaggio di una giovane donna in una memorabile esperienza a nord.



