
Un paese ci vuole, non fosse che per gusto di andarsene via, sostiene Cesare Pavese ne La luna e i falò. Ma dopo un anno eccoci di nuovo in zona rossa: speravamo in una primavera diversa, invece nulla pare essere cambiato, per ora. Anche l’antidoto però è rimasto lo stesso della scorsa, terribile primavera: la letteratura di viaggio.
Viaggiare in tempo di pandemia è impossibile, è proibito, è l’antitesi di tutto ciò che stiamo vivendo: è l’opposto di chiusura, di prigionia, di isolamento, di scambio, di incontro. Ma tra le “provviste” accantonate proprio a seguito del lockdown del 2020, e consegnate a casa dal libraio di fiducia, ecco che spunta La finestra di Leopardi di Mauro Novelli (Feltrinelli). Perché, come tutti i lettori compulsivi sanno bene, è il libro stesso che ci dice quando comprarlo e poi (dopo un giorno? dopo un mese? dopo un anno?) quando leggerlo.
Il titolo richiama immediatamente uno dei più reclusi giganti della letteratura mondiale, uno che di lockdown e pandemie la sapeva lunga già allora, ma la cui reclusione era già promessa di molti viaggi, soprattutto nell’interiorità dell’essere umano. La finestra di Leopardi è un percorso nelle dimore di alcuni dei più grandi scrittori e poeti della nostra letteratura: case autentiche e ancora perfettamente conservate e vissute – come quella di Leopardi a Recanati – ma anche case ricostruite, case appena accennate, case false del tutto… da Dante a Pirandello, da Pasolini alla Merini. Eppure molte di queste abitazioni divenute musei, piccoli santuari letterari, meta di pellegrinaggio, fanno sì che “inseguendo l’ombra degli scrittori incontriamo la nostra”.
Cosa c’è di meglio dunque di un viaggio letterario, per quanto virtuale? Novelli ci guida con leggerezza tra le Langhe di Pavese e Fenoglio, nel Canavese di Gozzano, nella Milano di Manzoni, tra i Colli Euganei di Petrarca, laddove si dice sia iniziata l’ormai secolare tradizione del “turismo letterario”, dalla Venezia di Goldoni e Foscolo, alla Casarsa di Pasolini. Attraversiamo poi le regioni centrali sulle tracce di Guareschi, Pascoli, Carducci, Ariosto, Dante, Boccaccio, Machiavelli per concludere in Sardegna, in Lucania e in Sicilia, senza trascurare la capitale né altri brevi intermezzi tra un itinerario e l’altro.
Così, senza nemmeno rendercene conto, comodamente sdraiati sul divano di casa, abbiamo viaggiato con la mente e il cuore, immaginato luoghi mai visti ma dei quali ci siamo abbondantemente nutriti, ricordato con nostalgia altri che ci sono cari, fatto un “ripassino” di Letteratura (che non guasta mai)…ma soprattutto abbiamo progettato qualche bella partenza da mettere in atto non appena le nostre finestre sul mondo si spalancheranno nuovamente.



