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Se il destino è scritto in alta quota

Bisogna essere ospiti rispettosi in questa narrazione. Avere la consapevolezza che si sta entrando nell’intimità di una storia di famiglia e di un paesaggio di casa. Il dialogo tra l’anima e la montagna è il filo che guida il lettore attraverso le vicende di Pietro dall’infanzia alla vecchiaia.
“Chiusi gli occhi, calmai il respiro. Presi una coscienza chiara delle priorità, delle decisioni giuste da prendere, mi immersi in una pace buona per fare il bilancio di pezzi della mia esistenza. Nessun altro luogo mi dona questo privilegio, pensai”.

Il punto alto della felicità
di Mauro Daltin (Ediciclo) è un’indagine intergenerazionale che si interroga sui luoghi, sulle vicende, sulle connessioni, sul senso ultimo del vivere. E’ una testimonianza di appartenenza degli uomini, delle donne e dei loro ricordi alla visione obliqua della montagna.
“Quassù devi stare obliquo, storto, per non ribaltarti. E’ non è solo una questione di corpo, è una faccenda di testa. Devi essere obliquo qua dentro, e con il dito mi indicava il cranio (…) qui alzi lo sguardo e hai una montagna davanti, gli occhi sbattono e si fermano su una parete verticale. Devi salirci sopra, come noi oggi, per vedere cosa c’è dall’altra parte, altrimenti te ne devi fare una ragione, ti devi accontentare di quello che hai di fronte e sopra di te. Non voli con la fantasia perché il tuo mondo ha un contorno, sei abbracciato e a volte stretto fino a mancarti il respiro. E sei solo”.

Cosa significa? Significa che anche la narrazione si alza progressivamente per raggiungere il punto alto della felicità, per raggiungere la quota alta in cui è scritto il destino della gente di queste montagne. Le parole descrivono consapevolezze più che fatti e un passo dopo l’altro ci portano ad acquisire la visione circolare dell’orizzonte dell’intera vita di Pietro.

Alla fine ci sembrerà di aver camminato con lui lungo il percorso della vita ispirati dai paesaggi di un luogo del cuore. Qualsiasi riassunto esplicativo della trama svilisce il contenuto. Perchè della poesia non si può fare un riassunto. A mala pena una parafrasi per circoscriverne il senso.

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