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La leggenda dei fiocchi di neve

Nella vita di tutti i giorni cerchiamo sempre un appiglio, un’ancora, una forza sovrumana che possa bastare a salvarci e a proiettarci verso  l’unica vera nostra fortezza, i “desideri”. Questi assumono svariate forme e non si stancano mai di aleggiare leggeri nella nostra mente, in attesa che la tempesta perfetta lì porti ad essere vita, sostanza. Inizia così un viaggio tormentoso nei variopinti fondali dell’anima, dove perdiamo per un attimo la nostra vera identità.

Ci aggrappiamo ad una speranza, quasi fosse un rosario, da tenere tra le dita, le cui perle sfregate emanano energia, cambiano consistenza, diventano cotone al tatto, come grandi fiocchi di neve che cadono giù lenti a bagnare un sogno, il più ambito, il più desiderato. Attendiamo ansiosi che il sole asciughi i suoi veli zuppi e scriva su di essi la risposta alle tante domande che poniamo alla vita. Di fronte ad un rifiuto della stessa non  siamo pronti e ci sentiamo persi, inermi. La prima reazione che ci coglie quasi impreparati, è l’abbandono, la seconda è la perdita dell’autostima.

In cuor nostro sappiamo che non ci si può annullare del tutto e cerchiamo in qualche modo di riemergere da quel torpore che ha reso la nostra pelle a brandelli, schiava di quelle emozioni e sensazioni che come parassiti ci hanno corroso l’anima. Tutto questo David, uomo in carriera e promettente scrittore, lo conosce bene e si trova a combattere tra cuore e mente, ma è pronto a non arrendersi all’evidenza e a volgere  lo sguardo a quel cielo spento, fosse anche per ricominciare a pregare, che in una magica notte di Natale schiarirà le sue ombre. Il cielo terso che copre i tetti di Flakesville (Inghilterra) lo guiderà in un cammino impervio quanto docile. I suoi occhi imploreranno aiuto e il suo sguardo speranzoso, seguirà il moto ondoso di un candido manto di neve che al suo passaggio lancerà particolari segnali di vita.

Come per magia la coltre nevosa accarezzerà la sua pelle calda, provata dalla fatica, sudata, ma infreddolita allo stesso tempo. Con stupore le sue mani chiuse a cuore accoglieranno il primo straordinario fiocco di neve, il cui colore rosso ne indicherà l’amore, il fuoco e la passione. Ne seguirà un altro di colore blu, che  evocherà l’armonia e l’equilibrio e l’ultimo di colore viola, come l’arte, il sogno e l’altruismo. David è schiacciato dal suo orgoglio di uomo ferito dalla vita, tanto da non distinguere inizialmente quei meravigliosi segnali che il cielo gli offre. Sarà la voce di una coscienza amica che nelle vesti di Edward lo condurrà nel giusto sentiero, sarà l’amore di Louise e gli occhi infantili di Lucy a sorreggerlo nel momento in cui, il rintocco delle campane in una fredda notte di Natale, diverranno il suo canto, saranno gli occhi di Bobby padre amato a far comprendere a David che il bivio mostra sempre un’altra via d’uscita, quella che più lo aggrada.

La leggenda dei fiocchi di neve edito Bertoni Editore, è un romanzo dal tocco delicato, candido, che sfiora in modo leggero l’anima, estasiandola e a volte cullandola, fino a condurla in un luogo dove la magia la rende pura. Accuratamente ricercate, le parole si susseguono in una filigrana d’argento che porta il lettore ad ammirarle e a custodirle come se fossero un gioiello dai lati docili e smusati, sostenuto da un gancio saldo, quale l’amore per la vita.

Scritto con vera maestria si presta a far sognare, ma soprattutto a far comprendere che una fine è sempre un nuovo inizio, che i rifiuti non sono sempre un fallimento, che la passione per le cose, è l’unica vera ricchezza capace di smuovere l’entusiasmo e la voglia di non mollare e che il cielo per quanto possa esserci nemico nasconde delle ali complici che ci insegnano a volare. Non nego la mia commozione nel leggerlo, così come non nego la forza a spronarmi e ad andare avanti che questo libro mi ha trasmesso, perchè spesso le parole non sono segni, ma sogni e di essi possiamo farne vita. Ne consiglio vivamente la lettura e mi congratulo con l’autore per la capacità innata di trasmettere le emozioni e renderle vitali. Grazie Marco Contrafatto per avermi dato l’opportunità di conoscere la tua scrittura e per avermi resa libera di sperare che in un mare dopo la tempesta albeggi sempre la quiete.

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