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La vedova di van gogh

“Johanna torna alle lettere. È diventata un’ossessione per lei, la corrispondenza del cognato: con il
pudore di entrare in un’intimità altrui, si lascia trasportare, stupita, dall’intensità di una prosa che brucia ogni cosa al suo passaggio…”

Con i libri succede così, loro non fanno le rughe e non invecchiano: una recensione ritrovata, la ricerca in biblioteca, prenderlo a prestito leggerlo e poi desiderare di averlo. Scoprire che è ancora in commercio, acquistarlo e posizionarlo tra i libri del cuore.

L’autore ci consegna una bellissima storia vera, la storia di Johanna cognata di Vincent Van Gogh.
La donna che ha compreso profondamente l’amore che legava suo marito Theo al fratello Vincent
salvando la sua arte e consegnandola al mondo.

Lo scrittore argentino ci porta un racconto inedito e avvincente, gli stati d’animo di Johanna Van Gogh- Bonger che annota nel suo diario i sentimenti attraversati nella lettura delle moltissime lettere scritte da Vincent pittore considerato pazzo, mistico, puttaniere e alcolizzato… e a cui lei, coraggiosamente, dà il nome del suo unico figlio. Eppure, le parole scritte da lui si svelano a Johanna con la stessa intensità dei quadri con cui riempie la nuova casa olandese in cui si rifugia dopo la perdita del marito.

Lei sente che ogni quadro è poesia e si spende con intuito e tenacia affinchè il fuoco creativo di Vincent non vada perduto. Jhoanna eroina sensibile ora trova luce.

Un testo incantevole sulle infinite declinazioni dell’amore e sulla loro forza.

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