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Profumo di mare col rais di Favignana

Leggere questa epopea in inverno fa un certo effetto: fuori le giornate sono fredde e uggiose, come è normale sia nella pianura friulana, ma di tanto in tanto vagare altrove fa bene.

L’ultimo rais di Favignana (Bonfirraro) infila il lettore tra le pieghe di una storia incredibile, una storia che sa di sole, di sale, di mare, di Mediterraneo. È la storia di Gioacchino Cataldo, rais della tonnara di Favignana: un uomo che ha trascorso buona parte della vita lontano da quel mondo, in Germania, cullando sempre il sogno di tornare sulla sua isola. Tornare, sì: ma da rais, pur nella consapevolezza di tornare da “sciamano proprio quando il rito non esiste più”.

Massimiliano Scudeletti non racconta solo la storia di un uomo: racconta anche la storia della tonnara e della mattanza, di un’arte al tramonto, di un “sapere antico” che affonda le sue radici nel mondo greco, romano, cartaginese, arabo. Un rito che è rimasto vivo nelle parole, nel gergo che lo dice e lo racconta, nei gesti, nelle storie di uomini che da secoli ripetono in modo rigoroso, ossessivo, una pratica di sopravvivenza, di sostentamento, che ha il sapore del mito e del rito.

A proposito di sapore: fuori è inverno, ma tra queste pagine lo sentite… è il profumo del mare, del pesce, del salmastro che vi riempie i polmoni. Ed è subito estate…

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