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Perdersi

Ore 17. Pioggia. La cosa peggiore, questo desiderio di sentire l’odore di un uomo, l’odore di funghi autunnali, umido e forte. E immediatamente sapere che tra poche settimane quell’odore mi sarà tolto per sempre.

Perdersi. Nelle giornate corte di luce, di nebbia, in compagnia di un romanzo potente.

Ecco il diario della protagonista, l’ossessione di un amore per un diplomatico sovietico.

Una storia di attese, di corpi che s’imprimono toccando gli estremi.

La scrittura di Annie Ernaux va fino in fondo, essenziale e travolgente, fa vivere al lettore la fascinazione del proibito. “Ho sempre fatto l’amore e ho sempre scritto come se dovessi morire subito dopo.

Le parole in cui perdersi sono le sue: lo spaesamento, quell’uomo biondo dagli occhi verdi  che fa sesso senza mai togliersi i calzini. “È come se prima di te non ci fosse stato nessuno”.

Il sentimento di chi aspetta, che anche senza carte in regola per il mondo pubblico ha un corpo desiderato su cui puntare. Ma per quanto tempo?

La passione con i suoi estremi, un viaggio profondo nell’oscurità dei sentimenti. “Lo amo con tutto il mio vuoto”.

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