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Ti cerco, ti trovo, come nella vita

Il cuore in gola di quando si gioca a nascondino: chi se lo dimentica. La paura, da preda, di essere scoperti ma anche quella, da cercatore, di allontanarsi troppo e dare così la possibilità a qualcun altro di fare “tana”, o “bomba” come si dice a Firenze.

Ci sono tutte e due le emozioni nel superbo albo Ti cerco, ti trovo del maestro Anthony Browne (traduzione di Sara Saorin) pubblicato da Camelozampa, la grintosa casa editrice dalle scelte felici, certificate anche dal recente premio  BOP – Bologna Prize for the Best Children’s Publishers of the Year per l’Europa.

Solo due emozioni, un po’ poche qualcuno dirà. No, rassicuro, sono molte di più. Peché il bosco ne è una miniera ed è tutta racchiusa nelle illustrazioni vivide e realistiche con cui Browne passa in rassegna i vari volti degli alberi e del bosco, quelli che si vedono, quelli nascosti e anche quelli che si immaginano. Appaiono e ci parlano dai rami intrecciati, dalle venature dei tronchi, dalle cortecce. Poi ci sono i colori, le ombre e la luce, soffusa per il sole che si infila tra le chiome, o brumosa che il crepuscolo rende leggermente ansiogena.

C’è il coraggio dei due fratellini un po’ incoscienti – per questo i giovani lettori sentono subito vicini –  che passano dalla tristezza, al gioco, alla paura e poi di nuovo alla gioia in un’avventura che tiene incollati alle pagine via via che la storia si dipana.

E quando pare finita, ricomincia. Perché Browne ha preparato per i lettori, grandi e piccini,  una nuova prospettiva di ricerca, disseminando nelle pagine oggetti nascosti da scovare.

Un passatempo antico –  un esempio molto simile lo ritrovo in una serie delle famose figurine dell’estratto Liebig datata 1898 che ho a casa  – che dà il piacere di ricominciare a sfogliare il libro da capo. E leggere le figure bene, benissimo anzi, per individuare in esse altri personaggi, cose, animali in un gioco “ti cerco ti trovo” che si ripete, un po’ come nella vita.

Elena 11 anni – Le figure sono le cose che mi hanno colpito subito in questo libro, forse più della storia che penso sia per bambini più piccoli di me. I colori e i disegni soprattutto del bosco e degli alberi sono molto belli e realistici. Super il gioco di ricercare gli animali e le facce nascoste che mi ha tenuto impegnata non poco perché è difficile! E infatti ho coinvolto anche i miei genitori. Ma mi ha molto divertito.

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