Vai al contenuto

Annarosa Francescut: vorrei Alba de Céspedes in tutte le librerie

I libri di Alba vorrei vederli in tutte le librerie; ad oggi si possono trovare, sui siti dedicati o in qualche ormai sempre più rara libreria antiquaria e in tal caso arrivano a casa non dei libri, ma dei gioielli. 

   Il primo romanzo di Alba che ho tenuto tra le mani ha le pagine ingiallite, la copertina sgualcita… è un libro vissuto, odora di storia. Chissà tra quante mani è passato. Ha visto la guerra quel libro, stampato a Verona nel 1941. Va maneggiato con cura perché è delicato, è fragile, ma allo stesso tempo trasmette la forza immensa di una donna straordinaria, che quella stessa guerra l’ha attraversata e vissuta in prima linea, con la forza d’animo d’un uomo e la profondità di una donna. Le pagine le devi girare piano, hai quasi paura che vadano in briciole, che ti attraversino le dita come fossero granelli di sabbia. 

   E come lo scorrere di quei granelli di sabbia, Alba ti entra dentro, in punta di piedi, con la grazia di una ballerina e l’irruenza di un uragano. Se leggi Alba poi diventi altro, ti chiedi come hai potuto pensare di essere donna prima di conoscere lei. Lei, che noi ci ha conosciute tutte, ci ha osservate, ascoltate, studiate nelle pieghe più profonde. Ci ha attraversate come uno spirito, con il suo stile poetico, ineffabile, senza tempo. Le sue frasi scivolano come l’acqua fresca di un ruscello e ogni sua parola sembra un sasso levigato con cura e pazienza. 

   Alba ha scritto da donna libera dalla prima all’ultima sua riga. È una maestra di libertà, di emancipazione, di coraggio, di lotta, di dignità. Dopo aver incontrato lei vedi tutto con altri occhi, forse con i suoi, che ci scrutano con severità e paiono chiederci conto del perché molte di noi donne abbiano gettato alle ortiche il sacrificio e l’esempio di chi, come lei, ha rischiato la vita e lottato per la libertà di noi tutte. 

   E arrivo al punto: i libri di Alba, quei pochi che ancora respirano, rintanati, nascosti sotto pile di vecchi volumi, prima o poi finiranno, ma troppe poche donne li avranno letti e avranno avuto questa occasione di riscatto. Alba, i suoi capolavori – anche se non saranno più gioielli del passato, ma tascabili che odorano solo di inchiostro e carta fresca – devono arrivare a tutte, perché tutte devono sapere cosa è stata la lotta per l’emancipazione, quanto sacrificio è costata, quanto sudore, quante umiliazioni, ma anche quanto importante sia non sprecare questo immenso tesoro, questa bellezza, questo fiore raro e prezioso che è la libertà, che è la bellezza dell’essere donna, sempre e ovunque.

Condividi l'articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *