
Le streghe della notte non fanno rumore. Scivolano nell’oscurità, s’impennano tra le nuvole, poi vanno giù in picchiata e colpiscono nel segno. Fanno strane piroette per eludere il nemico, confonderlo, disorientarlo, beffarlo. Devono stare molto attente, le streghe della notte. Si giocano la vita, ogni notte: lo sanno e hanno scelto il rischio per amor di patria e per ricacciare da dove è venuto chi l’ha invasa e vorrebbe occuparla, chi sta uccidendo soldati e civili, chi sta minacciando la Grande Madre Russia. Il nemico è Hitler e il suo esercito che marcia, inesorabilmente, su Mosca.
Nel giugno 1941 Molotov annuncia che senza alcuna dichiarazione di guerra, le truppe tedesche hanno oltrepassato i confini e bombardano dal cielo. Un mese più tardi Stalin confermerà “la perfida aggressione militare della Germania hitleriana contro la nostra patria”.
E’ un discorso alla nazione che incita alla reazione, alla lotta, ma nasconde la gravità del momento: tre mesi dopo l’invasione, i soldati del Terzo Reich sono a poche decine di chilometri dal Cremlino. L’Armata Russa resiste ma subisce perdite pesantissime: c’è bisogno dell’aiuto di tutti. E’ qui che le streghe della notte si riveleranno decisive. Dal cielo.
Irina Rakobolskaja oggi ha 96 anni e l’orgoglio di essere stata vicecomandante del 588° Reggimento Aviatrici: è l’ultima sopravvissuta della formidabile squadra delle “streghe” guidata da Marina Raskova, eroina nazionale.
E’ lei a convincere Stalin ad autorizzare la costituzione di Reggimenti di sole aviatrici che in pochi mesi imparano come si vola e si fa la guerra partendo da zero. Marina cambia il corso della storia in due direzioni. La prima: le streghe della notte volano e colpiscono; missioni veloci su biplani leggeri equipaggiati con mitragliatrici. Colpire l’obiettivo e rientrare subito alla base è l’ordine consegnato a ogni donna che va in missione. Così ogni notte, con la tempesta di neve o di vento, fino alla vittoria.
Perché le streghe della notte che i vertici dell’Armata Russa e, forse lo stesso Stalin, avevano autorizzato ai voli di guerra contro i nazisti solo per una questione numerica dando già per scontato che sarebbero morte in breve tempo, in realtà costringono i tedeschi alla ritirata. Scatenano il caos in cielo e in terra e vincono, contro tutto e tutti.
La seconda direzione dell’impresa di Marina Raskova è a dir poco rivoluzionaria: lei incarna l’emancipazione delle donne sovietiche e afferma il principio di parità. La strada sarebbe stata ancora lunga, ma quel seme ha generato frutti e da quel momento ogni donna è stata consapevole del fatto che se le aviatrici avevano sconfitto l’invasore nella battaglia più terribile alle porte di Mosca e il pregiudizio degli alti funzionari dell’Armata Russa, allora voleva proprio dire che Una donna può tutto.
E’ il titolo del libro di Ritanna Armeni (Ponte alle Grazie) che mi ha completamente rapita, portandomi a bordo dei biplani delle streghe della notte, nei loro 23 mila voli e nelle 1.100 notti di combattimento.
Ho sentito il vento gelido sulla faccia, trepidato per le impicchiate sui carri armati dei nazisti, condiviso ogni goccia di sudore e adrenalina per un’impresa eroica, unica. Marina e le sue streghe hanno combattuto una guerra fisica contro il nemico in carne e ossa e una “guerra civile e sociale”, silenziosa ma ostinata contro il pregiudizio maschile. Hanno vinto e con loro tutte le donne sovietiche.
Mi ha affascinato il libro di Ritanna Armeni e “stregato” – è il caso di dirlo – il suo coraggio e la determinazione nel creare un varco nel muro di gomma della nomenclatura sovietica per trovare la strada che l’ha portata da Irina, un’anziana signora con un debole per i dolci e i fiori, che un tempo leggeva carte, mappe, pianificava rotte e faceva “cantare” le mitragliatrici.
Un incontro straordinario, come straordinaria è la storia delle streghe della notte che Ritanna Armeni ricostruisce e ci consegna con grande profondità, aprendo una finestra su una parte della storia del Novecento per troppo tempo rimasta chiusa. Lo fa in presa diretta, insieme a chi di quella storia è stata protagonista e in questo libro torna a volare sul biplano accanto a Marina, scivolando nella notte. Fiere.



