Le prigioni dell’anima hanno sbarre invisibili, che si materializzano tutte le volte che ci si allontana dalla realtà. Si percepisce così la presenza di un mondo a parte, nel quale si cerca la vera identità. Si accarezza la possibilità di fondersi in un’esistenza differente che per tanto tempo ha parlato di noi a noi stessi, in sordina, custodendo verità tali da essere ossigeno e alimento, per far sì che quella parte interiore reclusa, abbatta le sbarre della prigionia.
Consapevoli dei demoni e delle ombre presenti, si varca il confine dell’esistenza e si va oltre quello del sogno, ambiente tanto immaginario quanto reale, che permette a noi stessi di conoscerci a fondo. Riaffiorano ricordi assopiti, che hanno conservato il loro calore e che come una scintilla possono appiccare il fuoco in un tempo freddo e calcolatore. È questo ciò che è successo nelle menti erranti di Clara, donna in carriera, giudice esemplare, stimato e voluto alla risoluzione dei casi più eclatanti, e in quella di Dario ragazzo bersaglio di una vita che non gli ha voluto risparmiare i colpi, ma che li ha trattenuti e scaraventati con freddezza demoniaca, tra abusi, soprusi e orrori. Entrambi vissuti nella menzogna più assoluta, nel degrado ambientale prima, e mentale dopo, fin quando la coscienza non si sia ribellata e non abbia voluto esprimersi in totale libertà.
Si rincorrono speranze, si stringono al cuore ricordi e ci si aggrappa a piccole parti di vita che nascondono la verità. Due identità si confrontano e ci conducono in un luogo immaginario, ma molto vicino ad alcune realtà, Terrapira, dove tra un insulto e un altro, tra un pettegolezzo sussurrato e una voglia matta di gridare al modo attorno che tutto può essere salvato, una casa diroccata con le pareti segnate dall’incuria del tempo, urla al proprio abbandono e a quello di uno sparo lancinante che cambierà per sempre le sorti del giudice Gladio.
Affascinante thriller dai pesanti risvolti psicologi “La terza identità ” di Selene Luise edito Bertoni Editore, è un incalzare di emozioni che si susseguono al cardiopalmo, che graffiano le pareti dell’anima e che sciolgono quelle sbarre dalle quali ogni essere umano pensa di essere circondato. Proprio nel momento in cui tutti i nodi vengono al pettine e la visione del quadro orribile e disumano si schiarisce, aumenta la consapevolezza che l’amore l’amicizia e la fratellanza possono raggiungere vette altissime e sfiorare albe che non smetteranno mai di urlare la propria luce. È qui che ci si rende conto che “non tutte le prigioni hanno le sbarre” volendo dirlo con le stesse parole dell’autrice, che ci ha portati a combattere con la vera terza identità di ognuno di noi, risvegliandola.
Ringrazio Selene per avermi fatto emozionare veramente e per avermi fatto sentire sulla pelle lo scrosciare delle parole come pioggia battente. Romanzo scritto con una maestria tale da far rabbrividire e far sentire il lettore il solo vero protagonista del tutto. Del resto ognuno di noi ha un posto nuovo dove potersi collocare ogni volta che il vecchio mostra i segni indelebili dell’ordinario, del consueto. Io ho scelto queste pagine e ho scoperto la bellezza di un mondo differente.
La verità è la sola motrice del tempo, non resta che darle la mano e condurla a nuova vita.



