Milano ha dato numerosi spunti agli autori che si sono cimentati , e si cimentano, con il noir. Ma se prestiamo la nostra attenzione su Napoli, possiamo tranquillamente dire che la città partenopea non è da meno.
Ho scoperto con colpevole ritardo questo noir e sono rimasto immediatamente colpito dall’impatto con cui immediatamente ti trovi a fare i conti, a partire dagli accordi tra la guardia di finanza, di sicuro una fazione di essa, e la camorra, il porto, appendice infetta della città con la sua filiera che va dallo scarico allo smercio di prodotti cinesi: un meccanismo oliato alla perfezione.
Accordi che sono sinonimo di pace, ma una pace che si regge su equilibrio precario. Il punto cardine inviolabile è il guadagno reciproco. Gli accordi per essere tali, devono coinvolgere singoli soggetti, come ci viene qui descritto. Attraverso la figura del colonnello della finanza. Ma se dicevamo di Napoli, questa non potrebbe avere il suo ruolo se non vi fosse Castel Volturno, Pianura, Scampia, i Quartieri Spagnoli; la Domiziana con le sue montagne di rifiuti a cielo aperto e gli alberghi di lusso divenuti rifugi per topi … di fatto una terra senza stato.
I tentativi di chi si vuole rendere autonomo dalla malavita organizzata ed una certa criminalità che è tollerata anche dalla camorra, a patto che ….
Se vogliamo estraniarci, cosa non facile, dalle storie di malavita qui descritte, incontriamo il contesto che produce i morti ammazzati, a partire da ciò che accade all’interno dei nuclei familiari ad opera di padri violenti che non disdegnano di vendere la propria figlia; l’adolescenza senza famiglia che fa si che per sopravvivere in un mondo che non è il posto giusto per vivere, la vendita di cellulari rubati; il contrabbando di sigarette; lo spaccio di marijuana, fino ad arrivare alla prostituzione, sotto controllo di africani immigrati o di “ locali “ divengono la quotidianità diffusa; il diventare donna nel momento in cui il padre violento viene ucciso.
Leggi e modalità di vivere che sono scritte sulla strada come la regola a cui attenersi: il delatore deve essere il primo a morire perché sa troppe cose. In questo noir in cui da padrone la fa in modo indiscutibile la violenza e la morte, c’è il contrasto rappresentato dalla descrizione del desiderio del mare che fa star bene visto che è una delle poche cose che ancora non sono dominate dall’uomo.
Ad arricchire il panorama delle figure caratteristiche non può essere sottaciuta la descrizione del trans, ù ricchiò, e del ruolo che svolge nell’essere inconsapevolmente punto di riferimento; o il boss con la sua calma, apparente, un quasi filosofo che ha come riferimento l’imparare dai propri errori.
Ma non sono solo le persone singole a segnare la descrizione di Di Dio ci sono gli immigrati il cui imperativo categorico è guadagnare; c’è la speculazione edilizia; i rifiuti tossici; la fiducia ed il rispetto costruiti con la paura ma soprattutto con i soldi. Se vogliamo cogliere un elemento da considerare centrale, questo è lo stupro.
Adrenalina quanto basta e un noir de decisamente da leggere …. Anche se in ritardo.



