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Quando le favole hanno un potere impensabile

Chi scrive favole è un collaboratore involontario di ogni genitore. Diciamo che fa una parte del lavoro che spetterebbe a lui. 

Chiara Bini, però, con questa raccolta di favole ci invita a non abdicare troppo facilmente. Dalle storie contenute ne La marcia dei sogni (Edizioni Romena) si capisce quanto sia stato bello per lei raccontarsele, coccolando la sua parte bambina, e quanto sia in fondo accessibile a ciascuno di noi quella stanza della fantasia che abbiamo chiuso a tripla mandata credendo, da adulti, di averne perso le chiavi. 

Le otto favole di questa raccolta (splendidamente illustrate da Roberta Ripaoni) non appartengono a un genere, non sono parenti l’una dell’altra, non intendono costruire un percorso: sono piuttosto riflessi di quei momenti di vita in cui l’immaginazione è servita a Chiara per leggere la sua vita, per comprenderla meglio e per alleggerirla, pescando ciò che le serviva nel mare magnum della fantasia.

Ognuna di queste storie è poi associata a una parola, a un valore, a un sentimento non perché lo voglia, col suo racconto, definire, ma solo perché lo richiama, lo fa assaporare. E perché quella parola può essere strumento di un gioco da continuare in famiglia, per spingere il racconto in altre direzioni.

Le favole hanno un potere impensabile. Quelle di Chiara lo hanno già mostrato ancor prima di essere racchiuse in un libro. La marcia dei sogni, che la Fraternità di Romena aveva lanciato in anteprima a primavera come audiolettura per intrattenere i bambini nei mesi del lockdown,  è stata ascoltata da due neuropsichiatre dell’ospedale di Lecco, Roberta Invernizzi e Elisa Fogliato che hanno deciso di utilizzarla nel loro lavoro.  

La favola è diventata così uno strumento concreto di sostegno per i  bambini che, nei mesi dell’emergenza Covid, erano tenuti a distanza dai genitori che lavoravano giorno e notte in ospedale ed erano fortemente esposti al virus.

In quei mesi faticosi i bambini ogni giorno si sono rivolti al protagonista della favola, Il signore dei sogni, regalandogli i loro sogni per contribuire a sconfiggere il nemico invisibile, il virus. 

Hanno così sperimentato la forza impensabile della loro fantasia e  scoperto che, insieme agli altri bambini, avrebbero potuto, anche a distanza,  aiutare i loro genitori.

Ne è nato un progetto pilota che ora sarà usato anche in altre realtà, per stimolare i bambini a prendere coscienza della loro realtà, imparando ad affrontarla grazie alla forza corale della loro immaginazione.

Questa favola è dunque arrivata nel luogo esatto in cui c’era bisogno di lei. E’ il segno tangibile che il sogno non solo appartiene alla realtà. Ma è capace di trasformarla, di renderla migliore.

Tanti bambini lo sanno. Leggendo queste storie lo capiremo meglio anche noi.

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