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c’eravamo anche quando niente andava bene

Il confinamento era entrato nelle case e nelle ossa di tutti; nelle chiese, nelle moschee, nel credente e nel non credente. Era riuscito a troncare pure le linee parallele dei treni che non si toccano mai – sedendosi nelle panchine, perfino sulle nostre labbra e nei parchi dove giocano i bambini, negando anche l’ultimo saluto a chi partiva per il “viaggio senza ritorno”. 

Eppure, tutto scorreva – da fermi, come i fiumi che navigano per terra – senza il nostro permesso, come i fiori che sbocciano – preannunciando l’arrivo di una primavera che dentro i muri della pandemia, aveva preso i colori di un “negativo da sviluppare” nella camera fotografica del proprio cuore, ognuno con il proprio mezzo di sopravvivenza – per poter resistere e raccontare.

Doveva esserci un posto – per ritrovarsi ancora e, un posto più bello delle pagine di un libro, non c’è! 

Nasce così – il progetto di Betti Editrice – a cura di Polo Ciampi e introduzione di Marco Vichi: Toscana Lockdown – un libro che raccoglie come una scatola di desideri, parole che non avevamo scritto mai, mettendo dentro, l’infinito delle emozioni che abbiamo vissuto in quei mesi, dietro le finestre. 

Sono circa 250 scatti dei due fotografi senesi Luca Betti e Luciana Petti che, vogliono testimoniare i luoghi dell’anima, catturando assenze e silenzi, le piazze vuote, il sole che non trova passanti per creare chiazze di ombre. Tutte rigorosamente in bianco e nero, come segno di rispetto e forse anche di un lutto che appartiene a tutti. 

Ad accompagnare ciò che all’occhio dei fotografi è stato essenziale, sono i testi dei giornalisti e scrittori che vivono in Toscana: Tito Barbini, Massimiliano Scudeletti, Oreste Verrini, Michele Cocchi, Michele Taddei, Alessandra Cotoloni, Carolina Taddei, Massimo Bertozzi, Enzo Brogi, Marco Ceccarini, Marzia Greenage Dati, Damiano Fedeli, Giovanni Macchia, Luca Martinelli, Gianni Marucelli, Gabriele Masiero, Dianora Tinti, Elena Torre Helen Tower. 

Un reportage che vuole dire: Noi c’eravamo – anche quando niente andava bene!

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