
Ce lo siamo appena lasciati alle spalle, il tempo in cui è successo quello che non era mai successo. Lockdown, l’abbiamo chiamato, parola che ha girato come il virus. Con tutti noi sigillati in casa, gli uffici e i negozi chiusi, le strade sgombre. Con i centri storici senza più vita, come sospesi, inchiodati in un’altra dimensione. Eppure ancora incredibilmente belli, ancora più belli: silenziosi, rarefatti. Quasi un sogno nonostante le pietre con cui sono stati modellati gli edifici. Tutt’altra cosa di una cartolina.
C’era bisogno di fissare la memoria di questa Toscana quale non si era mai vista. Ed è quanto hanno fatto i fotografi Luca Betti e Luciana Petti, che per giorni e giorni hanno girato per le piazze toscane. Ne è venuta fuori una mostra, che viene inaugurata il 10 settembre (ore 17) a Firenze, nello spazio espositivo del consiglio regionale in Via dei Pucci. E con la mostra uno splendido libro fotografico (Betti editore), curato da Paolo Ciampi, con l’introduzione di Marco Vichi e il contributo di tanti giornalisti e scrittori,
Per documentare, ma per dare testimonianza della forza, della capacità di resistenza della bellezza.



