
È a Belgirate il vecchietto di 150 anni, un vecchietto con tronco e foglie riconosciuto Patrimonio dell’Unesco. Un meraviglioso glicine aggrovigliato alle terrazze di ferro battuto di una piccola palazzina che si affaccia sul Lago Maggiore.
Sono arrivata qua, a Lesa, paesino tra Arona e Stresa per sostenere l’amica di sempre, Simona Bencini, in un nuovo progetto artistico Musicnic creato e ideato da lei durante la fase del lockdow. Oggi sarà la data zero di questo incredibile progetto. Questa volta non posso pernottare nella sua villa di Lesa dove tra l’altro si svolgerà la serata nell’immenso romantico parco. Dispiacere non poter vivere lì la quotidianità di queste due giornate come è nostra consuetudine fare….
Mi ha sistemato a Belgirate dopo aver scelto con affetto, nell’appartamento di un’amica ristrutturato da poco.
Già il nome del paese mi evoca qualcosa di buono Belgirate …. belle girate…. il bello, chissà…

Le sorprese o le scoperte più interessanti in genere scaturiscono da imprevisti e così anche stavolta scopro che il mio luogo di ripiego ha una lunga storia. Qua sulla sponda piemontese, Belgirate si trova tra la parte meridionale del Lago Maggiore e il Golfo Borromeo, borghettino in stampo medievale feudo dei Visconti e poi dei Borromeo posto all’estremità del promontorio dove si erge anche la chiesa di Santa Maria e dove si trovano reperti celti e longobardi. La vista sul Lago è incantevole ed è sempre stato un posto di relax per artisti, poeti, industriali e uomini illustri e citato in romanzi e poesie come il suo storico castello di cui non è rimasto più nulla.
L’appartamento si trova proprio sul lungolago di Belgirate, la prima cosa che noto incantata è questo splendido verde che si inerpica fino all’ultimo piano della palazzina con il tronco robusto, vecchio e testardo di chi si è accaparrato una posizione e non vuole lasciarla, il tronco del vecchio glicine. La proprietaria ci spiega che questo glicine ha 150 anni ed è stato dichiarato patrimonio dell’Unesco proprio per la sua peculiariatà e per la sua anzianità ed è ovviamente intoccabile.
Dalla terrazza scorgo scorci del lago che non vedresti mai in altra posizione e sempre in compagnia del glicine che abbellisce anche questa parte della palazzina.
Penso alle tante cose che questo vecchietto avrà visto in 150 anni: Stendhal, Hemingway e D’Annunzio seduti a un tavolino a gustare un aperitivo e così tutti gli ospiti illustri che ha avuto questo borgo.
Proprio come una nipote che ascolta l’anziano nonno mi soffermo e lo ascolto e mi sembra di vederli ispirati dal luogo per i loro racconti.
Adesso c’è la signora sotto il porticato, l’Hotel Milano con la sua terrazza e i tavolini per l’aperitivo, i ragazzi che passeggiano sulla riva, le barchette ormeggiate e i cigni che passano in fila sullo sfondo delle montagne, a breve la processione della Madonna Addolorata passerà per le vie del borgo e verrà illuminato lo scalone Cairoli con i classici lumicini.
Lui sempre qua che vigila questa parte meridionale del Lago.
Il libro consigliato: Stendhal, La Certosa di Parma, Garzanti



