A circa un anno dalla morte di Sepulveda, Ilide Carmignani, storica traduttrice in italiano delle sue opere, ha dedicato allo scrittore cileno il libro “Storia di Luis Sepulveda e del suo gatto Zorba” (2021) edito da Salani.
Se fin dal titolo è chiaro Il riferimento al celebre romanzo “Storia di una Gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, molti altri sono gli ingredienti che ci ricordano “Lucho”, come era conosciuto Sepulveda fra gli amici,
L’ autrice sembra infatti proseguire quel filo invisibile che l’ha legata negli ultimi trenta anni allo scrittore cileno, riprendendo elementi tipici dell’opera di Sepulveda quali Il genere della favola, la città di Amburgo come scenario del racconto, gli amici gatti come personaggi del libro con i quali Ilide stessa dialoga per narrare, in forma di favola moderna, la rocambolesca vita di Lucho.
Lucho è uno dei protagonisti del libro e parla in prima persona ripercorrendo la sua infanzia per sottolineare l’importanza dei valori imparati in seno alla famiglia, gli anni giovanili caratterizzati dal suo impegno politico che lo vide militante comunista e membro della guardia personale di Salvador Allende, il duro periodo dell’esilio durante la dittatura di Pinochet. E ancora, le sue molteplici battaglie in giro per il mondo come difensore della libertà dei popoli e a favore dell’ecologia che lo spinsero anche a vivere in Amazzonia con gli indios shuar così come a contrastare la caccia alle balene e lo spargimento dei rifiuti tossici nei mari del nord a lato di Green Peace.
Una favola “alla Sepulveda”, insomma, in cui finalmente lo scrittore cileno, che aveva sempre usato la sua penna per dare voce a chi non l’aveva, può raccontarsi. Le fotografie dal sapore d’altri tempi tratte dal suo album personale e la “Poesia ingenua” scritta come prefazione dalla moglie poetessa Carmen Yáñez, tingono di delicatezza e affetto le pagine indimenticabili di questo libro rivolto a un pubblico di ogni età.



