E’ una guida-non guida, una serie di mappe sentimentali. Ma anche culturali, nel femminismo e per librerie, nel cibo, nei vari quartieri con le rispettive anime, nel caos vitale e senza uscita una volta che te ne sei innamorato, di Città del Messico. Mappe che l’autore disegna e percorre con l’aiuto di Roberto Bolaño, dei suoi libri – in particolare I detective selvaggi, Amuleto, L’università sconosciuta, Lo spirito della fantascienza, I cani romantici – e di anni di vita nella grande città un tempo nata su acque e canali ed oggi invasa dallo smog, ma anche dalla violenza con la dolcezza spesso mescolata all’amarezza.
“A Città del Messico con Bolaño”, di Alessandro Raveggi, sottotitolo non casuale “un racconto per mappe e stazioni”, dove le stazioni solo quelle delle metropolitana, è un affascinante mosaico che descrive i mille mondi della megalopoli, la sua unicità, le contraddizioni delle sue tante dimensioni dove perdersi ma anche ritrovarsi stranamente a casa, la tradizione di lotta per i diritti e le libertà, attraverso capitoli-itinerari legati dall’amore del fiorentino Raveggi per questa realtà così diversa dalla nostra e dalla definizione di William S. Burroughs “Città del Messico è un terminal del viaggio spaziotemporale”.
Come un rabdomante, assieme all’amato scrittore, lo scrittore e studioso ci conduce nella città delle acque, in quella degli Italiani Perduti in Messico, in quella della lingua o degli studenti e nella Mappa di Roberto, Roberto B, cileno scopertosi poi messicano, chilango, cioè abitante di Ciudad de México, in un vortice di spunti, incontri, informazioni sulla cultura e vita messicana che spazza via il consueto Europacentrismo e che finisce per uno strano corto circuito della storia con un prezioso codice conservato alla Biblioteca Magliabechiana a Firenze che descrive vita e costumi degli Atzechi e che fu dettato da un sacerdote spagnolo ad un amanuense atzeco.
Un po’ caleidoscopio della città, un po’piacevole strumento di scoperte letterarie, questo agile ma profondo racconto per mappe è uno di quei libri che si riprende sempre in mano volentieri. E che fa della lettura un viaggiare intrigante.



