
Gennaio 2019. Giovedì pomeriggio. Io e Barbara Carraresi, davanti a una tazza di tè, al tavolino del bar di un centro commerciale, circondate da scaffali colmi di libri del prestito sociale della bibliocoop.
È in questo contesto, che è nato il progetto del nostro gruppo di lettura, fantasticando sulla possibilità di una serie di incontri dedicati alla discussione e all’approfondimento di un libro, scelto di volta in volta e letto individualmente da ciascun componente. Un appuntamento mensile, che sarebbe diventato in futuro un momento di condivisione e una piacevole abitudine per tutti gli interessati.
Una sera … un libro, lo abbiamo battezzato.
Proposto al direttivo dell’associazione di cui, sia io che Barbara facciamo parte – Gruppo Scrittori Firenze – è stato accolto con entusiasmo ed è stato inserito tra le tante attività, eventi e promozioni culturali, sul sito www.grupposcrittorifirenze.it
Non è stato difficile trovare il luogo fisico d’incontro, grazie alla disponibilità del
circolo ricreativo di Querceto a Sesto Fiorentino, che ci ha concesso una stanza tutta per noi.
Le adesioni non sono mancate: cinque lettori iniziali, ai quali se ne sono aggiunti altrettanti, perlopiù residenti nella zona, anche se alcune sere abbiamo ospitato soci provenienti dalla parte più estrema della città, interessati al libro scelto per condividere le loro riflessioni e impressioni.
Oggi, ai tempi del lockdown, il gruppo è aumentato, favorito dalla possibilità di incontrarsi a distanza. Da circa un’ anno ci ritroviamo infatti sulla piattaforma Jitsi, che ci offre il vantaggio di poter interagire con più persone, ma non quello di poter vivere il contatto reale, addolcito dai biscottini che frequentemente accompagnavano i nostri incontri.
Narrativa classica e contemporanea, autori italiani, francesi, russi, tedeschi, americani… cerchiamo di scegliere opere che non superino le 280 pagine, anche se spesso abbiamo infranto le regole, come dimostra la penultima lettura, Anna Karenina di Lev Tolstoj. A volte abbiamo esulato dalle nostre linee guida che non ammettono letture di genere, scegliendo un libro giallo come Il matto affogato di Edda Lanza, in ricorrenza della morte dell’autrice. Non c’è da stupirsi, quando si è grandi lettori.
A ogni incontro parliamo a turno del libro proposto, ne approfondiamo il contenuto, sezioniamo l’opera come esperti chirurghi, ognuno con i propri strumenti, conoscenze e abilità, nell’intento di trovarvi il segreto o i tanti segreti nascosti tra l’inchiostro e il bianco della pagina; evidenziamo i punti di forza e quelli deboli, se ci sono; esprimiamo opinioni, il nostro gradimento o meno, le emozioni, i sentimenti che la lettura è riuscita a smuovere, collegandoli spesso alle nostre esperienze di vissuto; leggiamo ad alta voce le frasi che hanno avuto maggior risonanza in ciascuno di noi; facciamo collegamenti e confronti con autori ,opere, periodi storici diversi; divaghiamo… (perché no?) con qualche aneddoto quotidiano che non c’entra niente con la lettura del libro. Apparentemente.
Potrei elencare la lunga lista delle opere lette in questi anni insieme, ma non è il mio intento. Ne citerò solo alcuni, quelli che ho apprezzato di più, in quanto mi hanno maggiormente coinvolta: Il buio oltre la siepe di Harper Lee, Le voci della sera di Natalia Ginzburg, La sovrana lettrice di Alan Bennett, La vita davanti a sé di Romain Gary – di cui è appena uscito il film tratto dal libro e che vede una meravigliosa Sophia Loren nel ruolo di Madame Rosa – e mi fermo con Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano di Eric Emmanuel Schmitt. Mi accorgo proprio adesso nel citarli, che sono perlopiù romanzi di formazione e che si prestano molto bene anche a giovani lettori.
Interessante in questo tipo di incontri, è la differente riflessione che una stessa lettura può suscitare in individui appassionati di letteratura ma con un bagaglio culturale, esperienziale diverso. E la bellezza sta proprio in questo, nel confronto e nel punto di contatto di queste diversità o similitudini che
generando una visione nuova, più completa e approfondita, ce la rivelano in tutte le sue molteplici e possibili verità.
A volte è anche capitato di discutere del libro insieme all’autore, come nel caso di Nel vento di Emiliano Gucci, scrittore calenzanese, ospite del nostro appuntamento mensile, che ha arricchito la discussione anche dal punto di vista dello scrittore, regalandoci una interessante e coinvolgente serata.



