
L’ho scoperta durante un pre-Halloween del 2017. Mia figlia voleva qualcosa da leggere di un po’ pauroso, mi disse. E siccome in quel periodo la lettura rientrava a malapena tra i suoi passatempi preferiti, anzi per nulla, mi affrettai a correre in libreria con lei per esaudire il desiderio.
Fu allora che ci ritrovammo fra le mani Mortina. Il futuro fenomeno Mortina. Perché a tre anni di distanza, con altre 4 avventure pubblicate (edizioni Mondadori) tradotte in 13 lingue, non possiamo che chiamarlo fenomeno.
Mortina, bambina zombie uscita dalla fantasia e dalla penna di Barbara Cantini, con la sua abilità nello staccarsi parti del corpo, il suo cane Mesto, la brontolona zia Dipartita, l’odioso cugino Dilbert, il prozio Funesto, è riuscita ad andare ben oltre la tanta produzione scontata e un po’ sciatta che spesso si indirizza a quell’età (5- 9 anni, direi), a far innamorare milioni di bambini, a conquistare posizioni di eccellenza.
Sarà per le illustrazioni creepy, allegramente raccapriccianti, sarà per la spontaneità anche un po’ sovversiva che rende Mortina tutt’altro che perfetta, sarà per lo spirito giocoso delle sue avventure che lambiscono solamente la paura, che è comunque minuscola, sarà per quel mood da divertente casa degli orrori – un po’ famiglia Addams – insomma Mortina è l’amica che in tanti vorrebbero avere e che mia figlia all’epoca “lettrice per caso” ingurgitò in due pomeriggi.
Grazie dunque a Barbara Cantini per aver inventato un personaggio così contemporaneo eppure d’altri tempi, che proprio per questo usa un lessico articolato (vivaddio) incastonato con parole scelte e eleganti, in una struttura agile. E soprattutto fertile perché grazie al divertimento avvicina i bambini al mondo della lettura e li cattura.
Mortina, Una storia che ti farà morire dal ridere, Mortina e l’odioso cugino, Mortina e l’amico fantasma, Mortina e la vacanza al Lago Mistero, Mortina, Una notte spaventosamente divertente, vi aspettano in libreria, adesso che siamo in pre-Halloween e ci sta proprio bene di leggere “qualcosa di un po’ pauroso”…
Greta, 9 anni – Ho trovato questo libro interessante, soprattutto per l’idea molto originale di trasformare la protagonista in zombie invece di lasciarla una semplice bambina. Se potessi incontrare l’autrice le chiederei come le è venuta questa idea e come fa a scrivere quelle cose così strane ma da ridere. Mi piacciono tanto le illustrazioni che sono da una parte simpatiche, dall’altra proprio belle. Sono tutte storie che ti incollano al libro e spero che ne scriva presto altre.



